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L’e-commerce fa decollare le merci in Italia

2020-10-24 17:23

Andrea Guglielmetti

#logistica, #consulenzalogisticatorino, #ecommerce, #merci, #italia, #logisticaefficiente, #crescita,

L’e-commerce fa decollare le merci in Italia

Anche nel 2019 il commercio elettronico si è dimostrato uno dei fattori propulsivi più importanti per l’industria del trasporto delle merci

 

 

 

L’e-commerce fa decollare le merci in Italia

 

 

 

Anche nel 2019 il commercio elettronico si è dimostrato uno dei fattori propulsivi più importanti per l’industria del trasporto delle merci via mare,via terra e soprattutto via aerea. Non è un caso, ad esempio, che lo scorso novembre l’aeroporto di Malpensa abbia fatto segnare il proprio record storico di traffico cargo relativo all’undicesimo mese dell’anno con 52.649 tonnellate di merci movimentate, +7,6% rispetto a un anno prima. Idem dicasi per lo scalo di Brescia Montichiari che, da quando Poste Italiane ha stretto un accordo con Amazon per la distribuzione di pacchi e prodotti, ha visto esplodere le quantità di traffico movimentato arrivando nei primi undici mesi di quest’anno a 26.734 tonnellate, +27,1% rispetto allo stesso periodo del 2018.

 

Celebrazioni come il Black Friday, il Cyber Monday e il Single’s day importate dagli Stati Uniti sono diventate ormai anche in Italia un importante generatore di trasporti e logistica delle merci.

 

L’Ecommerce Report 2019, realizzato a livello globale dall’Ecommerce Foundation su commissione di Sap, analizza l’andamento dello shopping online anche in Italia confermandone i trend di crescita a livelli superiori rispetto agli altri canali di vendita. Lo hanno recentemente dimostrato i volumi di acquisti registrati nel recente Black Friday e i primi dati nel mese dello shopping natalizio.

L’analisi stima in 35,65 miliardi di euro il giro d’affari generato nel 2019 dall’e-commerce B2C del nostro Paese, in aumento del 30% sul 2018 e del 140% sul 2015, mentre, per il futuro, si stimano al 2023 ulteriori crescite in ogni settore, specie nell’elettronica, nell’abbigliamento, nel food, nei prodotti per la cura della persona e negli elettrodomestici.

 

Della popolazione italiana presente online, rappresentata dal 79% di quella totale (era il 69% nel 2015), il 37% effettua almeno un acquisto annuo via Internet. Il pc è ancora lo strumento prevalentemente usato dal 55% degli acquirenti, cresce l’uso dello smartphone, il tablet in ultima posizione mantiene un trend stabile. Tra gli utilizzatori, prevale la fascia di età compresa tra i 25-54 anni; seguono gli over 65 che inaspettatamente sono maggiori fruitori dello shopping online rispetto ai giovani di fascia 15-24 anni.

 

Nella classifica globale che guarda allo sviluppo per l’e-government, l’Italia occupa il 22° posto su 193, dato che evidenzia la necessità di maggiori investimenti nelle infrastrutture di TLC per favorire una maggiore diffusione di servizi online nel nostro Paese.

 

Permane infatti oggi sul territorio italiano un problema di bassa o inesistente copertura nelle aree più lontane dai grossi centri urbani, con l’effetto di ridurre le potenzialità di acquisto di alcune fette di popolazione e anche la capacità richiesta oggi agli operatori del settore di essere presenti quando il cliente lo richiede per costruire relazioni di fiducia nel lungo termine, dando alla customer experience un ruolo strategico e prevedendo perciò di integrare tutti i punti di contatto con un cliente sia digitali che fisici in un’unica piattaforma.

 

«Oggi parliamo di e-commerce ma sarebbe più opportuno parlare di commerce» sottolinea infatti Ivano Fossati, chief operating officer Emea South, Sap Customer Experience. «Perché nell’era dell’experience economy anche andare in un negozio fisico è un’attività che viene collegata all’esperienze su altri canali che includono online, mobile, store, call center, social media e stampa, e che consente di offrire esperienze consistenti ai propri clienti con un veloce time to value. Cresce il ruolo strategico della logistica e vengono ultimamente aperti sempre più store anche fisici a supporto dell’attività online».

L’analisi mostra i risultati di vendita dei principali player in Italia, dove Amazon domina la classifica delle piattaforme più utilizzate dagli italiani, seguita a molto distanza da Zalando, Apple, Privalia ed Esselunga.

Fonte: https://www.logisticaefficiente.it/network-e-trasporti/network/e-commerce-fa-decollare-merci-talia.html

Gli eventi degli ultimi 12 mesi hanno fatto registrare una impennata ulteriore del settore dell’e-commerce. Moltissime aziende si sono riversate sul canale on-line per cercare di mettere una toppa alle restrizioni ed alle chiusure imposte, per far fronte ai comprensibili cali di fatturato legati ai canali tradizionali cui erano abituate.

Creo un sito, metto in vetrina i miei prodotti, vendo, guadagno. Facile?!?!

Beh, non proprio!

Lo sviluppo di un business digitale è molto più complesso di quel che appare e le logiche dei mercati virtuali sono completamente diverse: ma questo è un argomento che richiede un approfondimento maggiore che lascio ai tecnici che se ne occupano quotidianamente e con successo.

Vorrei invece focalizzarmi sulle attività operative vere e proprie che vanno ben al di là di una “semplice” spedizione. Tutto quello che succede dietro le quinte, la gestione del magazzino e della logistica, l’evasione in tempi rapidi e con precisione degli ordini sono fondamentali per far vivere al consumatore una esperienza di acquisto il più vicino possibile a quella in un negozio fisico o comunque all’altezza delle sue aspettative. Senza contare che queste attività si portano dietro costi non adeguatamente previsti che vanno ad impattare fortemente sulla profittabilità del business.

La soluzione può essere quella di affidarsi ad una azienda terza in grado di provvedere all’intero processo, andando così a gestire in outsourcing magazzino e logistica.

 

A-LOG fornisce soluzioni customizzate di alto livello per le esigenze più diverse di ogni suo cliente, permettendogli di concentrarsi sul suo vero core business e demandando attività specializzate che in autonomia non avrebbe la possibilità di sostenere.

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